Elaborazione del lutto prenatale e infantile: parliamone.

Elaborazione del lutto prenatale e infantile. Intervista video.

Insieme alla Dott.ssa Monica Scirica, Psicologa e Psicoterapeuta, a Federica Diaco, Consulente del sonno pediatrico e con me, Terapeuta Neonatale, abbiamo voluto affrontare un argomento molto sensibile e delicato come il lutto prenatale ed infantile.

Purtroppo se ne parla pochissimo e invece ci sarebbe tanto bisogno di parlarne, proprio perché attraverso il racconto si accede alla legittimazione di un dolore assurdo e viscerale come la perdita di un bambino. Monica, Federica ed io, offriamo la nostra disponibilità umana e professionale, collaborando fra di noi e con specialisti che sentiranno il desiderio di affiancarsi.

Insieme vogliamo offrire sempre più sostegno alle famiglie toccate da questa dolorosa esperienza, mettendo a disposizione le nostre professioni per il supporto umano, per ridare la speranza e la guida per camminare verso la Luce.

Quanto tempo occorre per elaborare un lutto?

A questo quesito risponde la dott.ssa Monica e ci spiega che occorre lasciare alla persona che desidera elaborare il dolore della perdita, un periodo di tempo prima di affrontare l’elaborazione; naturalmente è un periodo soggettivo che dovrebbe arrivare almeno fino a sei mesi.

Perché in Italia se ne parla poco?

Sembra che nel nostro Paese l’argomento della perdita di un figlio sia molto difficile da affrontare, del resto è molto doloroso per i genitori e la famiglia e l’evitamento darebbe la sensazione di non soffrire ancora di più.

In realtà la legittimazione del lutto è di fondamentale importanza proprio per non restare prigionieri di una rete di dolore che sembra senza fine. Le madri soprattutto evitano di parlare di una perdita prenatale pensando che così facendo eviteranno agli amici e parenti di soffrire per loro; in altri casi i genitori allontanano da loro il ricordo per allontanare il dolore, ma sappiamo che in questo modo il trauma lavora in sottofondo e prima o poi riemergerà con maggiori disagi.

Di recente ho già avuto modo di affrontare l’aspetto della morte precoce di uno o più gemellini concepiti, anche prima che la madre abbia potuto apprendere la notizia di una gravidanza gemellare. Ciò significa che il fratellino sopravvissuto porta con sé il ricordo implicito e fisico dei suoi fratellini che invece no ce l’hanno fatta e la madre avverte un senso di tristezza profonda, di pensieri negativi e di morte, di vuoto inspiegabile.

La madre che vive senza saperlo la perdita di uno dei suoi bambini in una gravidanza gemellare inconsapevole, spesso viene scambiata per visionaria o in preda alla tempesta ormonale, non potendo così dare un senso ai suoi sentimenti e sentendosi incompresa dal suo entourage famigliare. In una situazione come questa che rappresenta tuttavia una gravidanza su dieci, come dimostrano recenti ricerche e scoperte scientifiche, la gioia per bella notizia della maternità prenderà tutto (o quasi) lo spazio nella mente della madre, facendo finire in secondo piano quella sensazione in lei di perdita che avvertiva all’inizio della gestazione. Questa fase non sfugge però al bambino sopravvissuto che quando nascerà avrà bisogno di raccontare la sua storia vissuta in compagnia, anche se per pochissimo, del suo fratellino.

Twin loss. La sindrome del gemello scomparso

La collaborazione tra anime di buona volontà aiuta e risolve.

La collaborazione con Federica Diaco, consulente del sonno pediatrico, mi ha permesso di avvicinarmi ancora di più alle mamme che hanno vissuto la perdita prenatale e infantile. Federica mi ha raccontato che molte famiglie vivono questo profondo dolore quasi senza parlarne con nessuno.

La dott.sa Monica si accorge spesso di un lutto non elaborato senza che i suoi pazienti ne parlano e si rende conto che in moltissimi casi l’affrontarlo sarebbe la chiave di volta per la guarigione.

Nel mio lavoro con i neonati ed i loro genitori spesso noto che il bambino ha vissuto l’esperienza del gemellino scomparso dal suo linguaggio corporeo e dall’interazione con alcuni oggetti, mentre dalle parole della madre mi rendo conto che vi è stata una perdita inconsapevole di un’embrione. E’ molto difficile aprire un discorso di questa portata, specialmente per sondare il terreno e per evitare inutili sofferenze, là dove io potrei aver male interpretato il linguaggio del piccolo e le emozioni dei genitori. Tuttavia vorrei dire che quel senso di vuoto e di perdita ingiustificata da parte della madre potrebbe essere il segnale che è stata madre meravigliosa di più anime contemporaneamente e che ognuna di esse aveva un percorso prestabilito. Per questo motivo è giusto entrare a conoscenza anche di questi aspetti che spesso i medici tengono nascosti, se pur per la nobile intenzione di non rovinare il lieto evento.

La seconda faccia della medaglia di cui quasi nessuno tiene conto è che l’esperienza cellulare si radica nel feto che sopravvive e che avrà bisogno di essere legittimata dopo la nascita: come potrebbe fare la madre a dare sostegno adeguato al suo bimbo e a se stessa, se ignara del tipo di esperienza precoce trascorsa?

Se anche tu hai vissuto o stai vivendo l’esperienza di un perdita così dolorosa e incomprensibile, che si tratti di un gemello scomparso o di un figlio già grande, mi raccomando di parlarne, ne hai il diritto sia nei tuoi confronti che nei confronti del tuo bambino, quel tuo bambino che non è più fisicamente con te e quel bambino che stai guidando nella vostra vita terrena.

Un abbraccio affettuoso!

Lorena

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